lo scempio di una festa

13/09/2009

quando ho scattato le foto non ho ben realizzato, ma totò questa mattina ha passato le ore a pulire.

Jurg


come in un film

13/09/2009

ieri sera poteva essere un film. vabbè, un po’ sono io che qualsiasi cosa che accada me la immagino sotto forma di pellicola, ma questa è solo deformazione professionale. dicevo, ieri sera sono andato alla festa di compleanno di un amico che sta qui a melbourne e come da programma la casa straripava di gente. il più italiani. peccato. il tutto mi ricordava molto quei film americani alla wes anderson (tipo i tenenbaum), dove c’è una voce fuori campo, solitamente di uno dei protagonisti, che descrive tutti gli altri personaggi. ecco, ieri sera io ero quella voce. c’era veramente una fauna piuttosto ampia di vari characters molto prestabili al mondo della cinematografia. ed ecco come me lo sono immaginato:

iniziamo da lui: il brianzolo (fermo immagine) – pilota, come molti degli italiani presenti a quella festa, chè pure il festeggiato lo è, quindi li possiamo definire suoi compagni di scuola, o di volo se preferite. dal momento che amo generalizzare e pure i pregiudizi non mi dispiacciono, questo qua era il classico brianzolo leghista, che definiva brigatisti o comunisti chiunque non la pensasse come lui. era orgoglioso del fatto che io fossi un milanese puro, che detto da un brianzolo otrebbe quasi risultare come un isulto. ha ventuno anni e ci provava con la mia amica diciottenne. mi ha pure chiesto in un orecchio se lei fosse una porca. alle due di notte era già bello che sbronzo che una mania ad abbracciartisi addosso che alla lunga poteva risultare un filo irritante.

lo sfigato (anche qui fermo immagine e qualche effettino alla hollywood tanto da rendere più godibile la pellicola) – poraccio, mi faceva assai tanta pena, ma alla lunga poteva anche rompere i marroni. è una di quelle classiche persone che arrivate a quarant’anni si guardano indietro e credono che la loro vita sia stata tutta un distatro, un errore dall’inizio alla fine. pilota pure lui, ma arrivato alla soglia dei quarant’anni e con un brevetto commerciale praticamente inutilizzato, si sentiva fortemente sfigato; pertanto ha reputato opportuno passare mezz’ora (se non più) del suo tempo a parlarmi delle sue sfighe. l’ho trovato un soggetto sociologico piuttosto interessante. c’è anche da dire che tra tutti quei coglioni della scuola di volo, lui era di gran lunga il più normale.

il mario balotelli dei cieli (solito fermo immagine) – un nero che parla torinese stretto non capita di incontrarlo tutti i giorni. pure lui pilota d’aerei che è venuto qui in australia per pupparsi il brevetto a un costo inferiore e in maniera più rapida. testolina di cazzo pure lui, però di quelle amabili in fondo. pure lui ci provava in maniera spudorata che la mia compagna di viaggio, ma se ha gusti di merda sono solo affari suoi; salvo che a un certo punto, quando stavo attraversando la fase di abbiocco più dura, mentro ero lì spalmato su quella comodissima poltrona a godermi la brezza invernale australiana, sto gran coglione mezzo ubriaco, ha cercato di limonare con me per risvegliarmi. è stato prontamente dissuaso.

il resto dei piccioni spennati (still frame) – un branco di coglioni burini già ubriachi dopo due ore. gente da dimenticare.

e ora i veri personaggi forti della serata, quelli che poi sono stati anche i miei compagni di viaggio dei giorni precedenti, gente difficile da dimenticare, gente che non puoi fare a meno di apprezzare e allo stesso tempo dispiacerti che ci sia così tanto spazio che divide la tua casa dalla loro.

ish – è un grande, è un figo, ma non nella concezione dell’italiano medio. di origine bengalese, è da sempre cresciuto a west end, il quartiere hippie di brisbane. ama passeggiare per la città a piedi nudi e quando lo fa mi fa troppo morire. è una persona che stimo dal profondo del cuore, sempre positivo, aperto e solare. insomma, se dovessi mai cercare una cazzo di serenità interiore mi rivolgerei sicuramente a lui. alterna momenti di grande concitazione, saltando e ballando come un dannato, a momenti di relax e riposo totali. nostra attività preferita: piallarci sul divano e parlare dei nostri viaggi.

cameron – è quello che ho conosciuto per ultimo, ma non per questo vale meno. anche lui originario di west end, che come dice lui è il miglior posto in cui si possa vivere, ma per ragioni lavorative sta a sydney. in apparenza si potrebbe scambiare per un marine del cazzo americano, in realtà è totalmente l’opposto. sempre col sorriso sulle labbra, ama parlare molto con persone di nazionalità diverse. dev’essere tipo un accanito sostenitore del wwf o qualcosa del genere, dal momento che quando vede qualsiasi animale, li ci si butta sopra come se fosse un figlio. credo sia la persona australiana con cui ho parlato più a lungo nel minor tempo possibile.

giorgio, il vero mario balotelli – che risate che mi sono fatto con lui. è nato in svizzera, ma i suoi sono di origine calabrese, lo si nota dal colore della pelle ed è per questo che lo chiamiamo mario balotelli. è quello non troppo esuberante, pacato, ma con la battuta sempre pronta. un poliedrico lo definirei. è quello che socialiazzato prima con noi più gggiovani. è stato un anno qua in australia e anche lui torna in patria tra un paio di giorni. ah, ottimo dee-jay.

phil – pure lui svizzero, anzi il più classico degli svizzeri. quello un po’ schiscio, con la erre moscia, amante della cannabis e pure lui un grande dj (per quanto ne possa capire io di disc jocking).

e ora salvo, il festeggiato – siciliano, ma vive in australia da diversi anni. fa troppo ridere il suo accento siculo. lui, ma non solo, è la vera anima di tutto. ieri ha compiuto trent’anni e come dice lui, una volta arrivati ai trenta bisogna mettere la testa a posto. lo diceva mentre si stava a fumare un bel cannone. abilissimo venditore e ottimo public relator, sa essere estremamente serio (io non lo quasi mai visto, ma mi hanno detto che quando lavora è una persona impeccabile) e un attimo dopo il migliore dei cazzoni. appossionato anche lui del volo, tant’è che si sta abilitando per il commerciale in modo che poi possa diventare il suo lavoro primario. se ne esce con certe frasi tutte sue in dialetto che fanno schiantare la gente dal ridere. insomma, quando sei con lui è difficile non divertirti.

la parte migliore è stata sicuramente la fine della festa, quando siamo rimasti in pochi, i più stretti. era l’albeggiare, verso le sei e mezza. eravamo tutti li fuori in giardino, salvo con la chitarra in mano, gli altri a passarsi canne e dirsi cazzate una in fila all’altra, ma tutto con una grande armonia, un romanticismo quasi introvabile. come era accuduto la sera prima, quella che io reputo la vera festa, con gli amici più stretti in locale di fitzroy. e quel giardino di questa mattina mi ha dato un grande senso di compiutezza. e un ottimo finae per il mio film.

sfondo nero

titoli di coda

Jurg


gente che hanno dello stile

09/09/2009

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della serie: ryanair ci fa una sega… ecco a voi virgin blue.

Jurg

piesse: forse rende meglio il fatto che o’leary faccia una sega a richard branson, ma il concetto rimane quello.


is not enough?

09/09/2009

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oggi per la prima volta in vita mia sono salito fino in cima a un grattacielo. non l’avevo mai fatto prima perchè non è che ne avessi un grande interesse. oggi avevo un paio di ore buche e mi sono detto: “perchè no, vediamoci un bel tramonto da lassopra.”

stare a 300 metri dal suolo mi sembra già abbastanza sufficente, ma sti arabi qua non ne hanno mai abbastanza. ecchecazzo.

Jurg


quando la gente hanno da rompere i coglioni

08/09/2009

memento: la prossima volta che si fa un viaggio dall’altra parte del mondo, sciegliersi meglio i compagni. ma di questo ne parlerò un’altra volta.

mi fa girare i coglioni, però, la gente che reputa i computer strumento del demonio (cazzo di parolone) e soprattutto mi rompe i coglioni quando ci sto attaccato. stessa gente che dice che oramai non si scrive più a mano per colpa dei picì e fosse per lei andrebbero tutti bruciati. non so perchè, ma mi ricorda assai le cataste di libri pieni di benzina che bruciavano i nazisti.

Jurg


almeno l’inglese sallo!

27/08/2009

E poi si lamentano (e ci lamentiamo) tanto degli italiani che non sanno l’inglese. Provate ad andare in finlandia, ma mica a Helsinki, andate fuori, chessò magari nella regione dei laghi, chessò magari in uno sperduto paesello chiamato Lempaala; ora provate a parlare inglese, se qualcuno vi capirà avrete vinto il primo premio, altrimenti vi guarderanno semplicemente come un marziano appena sbarcato da un disco volante. C’ho messo un po’ a capire che per “from italy” il tipo che mi affittava la casa intendesse da che città arrivassi dell’italia. E il bello è che sosteneva che per gestire un’attività turistica, sapere l’inglese non è un requisito obbligatorio.

Jurg


l’eden, il nettare divino, il valhallaa

25/08/2009

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è tutto racchiuso in questa foto. quando la guardo mi sembra che quel piatto mi stia ancora parlando. se doveste mai capitare a helsinki, fate un salto al porto verso l’ora di pranzo. è una tappa irrinuncibile. praticamente il pesce esce vivo dal mare e si suicida sulla graticola. per l’idilio di tutti i buongustai.

ah, si spende veramente una cricca.

Jurg


cose che piacciono da sentire agli svedesi

16/08/2009

l’altra sera a malmo c’era sto festival famosissimo. alla sera (a dire il vero per tutto il giorno) ci sono stati vari concerti. verso le 22 mi sono beccato queste quattro fighe sul palco che suonavano del pop esistenziale svedese assurdo. roba da commercial radio ammille. ma credo che il pubblico non fosse lì per apprezzare la loro musica…

questa è la loro hit del momento e loro si chiamano nientepopòdimenoche: calaisa. come ho già detto si apprezzano altre specifiche del gruppo, mica la fantasia o l’abilità artistica.

Jurg


soddisfazioni

16/08/2009

press ticket

piccole, ma allo stesso tempo grandissime soddisfazioni. e tutto con un tesserino fuffa da pseudo-giornalista impegnato di sinistra.

Jurg


cose che piacciono da fare agli svedesi

14/08/2009

windows on a wall

c’era ieri sera su una parete qui a malmo. non male dormire con un pixel d’erba digitale in un occhio.

Jurg