quanto t’ha detto bene max!

29/09/2009

domanda di cultura generale/studio mio socio-psicologico personale:

quando una donna ti scrive: “sei il mio migliore amico, non c’è nessuno come te, non posso fare a meno di te” ci si combinerà qualcosa o quel fascistello di max pezzali c’aveva ragione? io ricordo che tipo quando ero in prima elementare, mandavano a palla questa canzone alla radio. non che reputi il vecchio max un maestro di vita o grande cantautore, ma ora cominciano a sorgere i primi dubbi…


sotto il ponte

08/09/2009

fossi stato un produttore discografico, mi sarei impegnato seriamente per stroncargli la carriera. mi sto riferendo a tutti quei gruppi di “belli e dannati”, ma, a parer mio, per nulla bravi e soprattutto che non mi trasmettono nulla! red hot chili peppers, guns and roses, nirvana, pearl jam e forse un po’ anche jeff buckley. gente che ha fatto delle canzoni estremamente acustiche con la pretesa di esser passati dal rock, gente che crede di voler comunicare qualcosa. intendiamoci, i guns hanno ricoverizzato rovinando capoavori quali knocking on a heaven door oppure live and let die. under the bridge dei red hot è considerata una bella canzone. voglio dire, a me sta gente non dice assolutamente nulla.

vorrei concludere questo mio delirio con una citazione di un “maestro di vita”, noel gallagher, frontman e anima indiscussa degli oasis; un po’ di tempo disse, riferendosi a eddie vedder, ex leader dei pearl jam: “ma se è uno così scazzato, che cazzo ci fa a suonare in una band?”

Jurg


cose che piacciono da sentire agli svedesi

16/08/2009

l’altra sera a malmo c’era sto festival famosissimo. alla sera (a dire il vero per tutto il giorno) ci sono stati vari concerti. verso le 22 mi sono beccato queste quattro fighe sul palco che suonavano del pop esistenziale svedese assurdo. roba da commercial radio ammille. ma credo che il pubblico non fosse lì per apprezzare la loro musica…

questa è la loro hit del momento e loro si chiamano nientepopòdimenoche: calaisa. come ho già detto si apprezzano altre specifiche del gruppo, mica la fantasia o l’abilità artistica.

Jurg


luca era gay e povia un gran coglione

08/08/2009

Dire che reputo maurizio porro uno non-giornalista oltre ad una persona che non capisce un beneamato cazzo di televisione, sarebbe minimizzare. Ma non stupisco più di tanto. Lessi qualche tempo fa sulla testata in cui scrive, che secondo lui la miglior canzone dell’anno sarebbe proprio luca era gay. (a dire il vero non ricordo se l’articolo fosse suo o di grasso, ma sta di fatto che confermo ciò che ho asserito sopra. purtroppo sul corriere online non sono riuscito a reperire quell’articolo)
A parte il fatto che uno che dovrebbe parlare di televisione vada a parlare di musica, non mi va molto giù, però se poi se ne esce con delle affermazioni del genere lo trovo proprio intollerabile. Confesso che ho visto sanremo, quasi tutte le puntate, ma con l’attenuente che toglievo l’audio alla tivì e sparavo a tutto volume quella della gialappa’s band. Inizialmente la canzone di povia non la trovai neanche troppo sconcertante, ma si sa, le cose percepito di primo acchitto non sono quasi mai oggettive. Voglio dire, inizialmente mi piaceva pure la canzoncina di arisa. Confesso anche che finito il festival mi sono scaricato sull’ipod entrambe i brani, quello di povia ovviamente è sotto falso nome, se gli amici lo beccassero mi sputtanerebbero. L’ho fatto più che altro per studiarlo a fondo e ho elaborato le seguenti conclusioni:

partiamo dalla musica: è accettabile, salvo che poi è venuto fuori che fosse bellamente plagiata da un brano anni ’90 di un gruppo inglese. I riffettini di chitarra iniziale sono simpatici, ma lo schifo arriva quando entra quella specie di ninfomane che si spaccia come vocalist e, in un primo momento comincia coll’ansimare in un microfono poi a fare delle specie di gorgheggi che sono veramente sputati identici a un altro brano, ovviamente cento volte più bello e interessante: lift me up, del vecchio moby (ve lo ricordate quell’assolo della corista sul finale della canzone? Ecco pensate come possa venire inserendoci qualche rutto e il gioco è fatto). Ma veniamo ora al testo (e qui non si salva nemmeno una virgola) insulso di questa canzonetta da quattro soldi. Eccolo:

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo,

Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che
se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo
argomento è diviso,
non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio
passato ho scavato e ho capito tante cose di me
mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle
sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzioni
mio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare stava fuori
tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo vero
mamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre
disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere
mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità
delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusa

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

sono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le
cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non la
pensava uguale
poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi
fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale
con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì
con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio
il sesso
e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi
lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per
non tradire mia madre

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

Luca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci
tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternità
poi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi
ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mi
mancava
questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione
caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato
mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma
adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amato

Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo
Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice
sono un altro uomo

credo si commenti in gran parte da solo per la sua assurdità e stupidità sia esso che il di lui autore. Lessi un’intervista qualche tempo prima che la canzone approdasse a sanremo in cui povia (che nel linguaggio baltico significa puttanone) asseriva che in gioventù aveva attraversato un periodo di omosessualità, salvo poi esserne guarito! Peccato sia passata la legge basaglia negli anni ’80, gente del genere l’avrei buttata in un manicomio e non l’avrei più fatta uscire. Comunque, si ringrazia il signor porro per i belli articoli che continua a regalarci.

Jurg

Piesse: giusto per rinfrescare la memoria, dal momento che nel nostro paese generalmente la si ha breve: tutti i soldi che dovevano essere devoluti ai bambini dal darfur come ricavato dal primo ciddì (insulso) di povia, non si sono visti. Povia ha dichiarato che alle scorse elezioni ha votato per silvio Berlusconi. A un uomo così, non posso far altro che inchinarmi.


sulla via dell’alzheimer

25/07/2009

ieri ero in un centro commerciale. uno di quelli che tengono la radio un po’ troppo alta per i miei gusti.davano una canzone, ricordo che c’ho messo un po’ di tempo a riconoscerla perchè non la sentivo da tempo. avete presente una di quelle canzoni che si sanno ad orecchio ma che non si conosce il titolo e tanto meno l’artista? una di quelle canzoni che molto probabilmente hai ascoltato in un’estate di anni pirma sotto un ombrellone? ecco questo era il mio caso. a un certo punto presi pure a canticchiarla… il fatto sta che stamattina (e tutt’ora continua) non mi ricordo di canzone di trattasse, neanche il famoso motivetto che ieri continuai a fischiettare per mezz’ora. fattostà che mi trovo deluso dalla mia stessa mente.

Jurg


in love with the machine

25/07/2009

certe volte le nuove tecnologie si fanno proprio amare: ieri ad esempio, ero in macchina con mia madre che mi aveva attaccato un pippozzo di migliori, io come se niente fosse mi sono infilato le auricolari nelle orecchie e via l’ipod a tutto volume. basta continuare ad annuire come uno scemo e manco se ne accorge.

Jurg


pop o non pop? questo è il dilemma

17/07/2009

Forse vi sarete anche un po’ rotti i coglioni delle mie sempre più perpetue recensioni musicali, ma come vi ho detto mi sto sorbendo parecchia roba musicale ultimamente e se non ve ne sbatte nulla, passate semplicemente avanti. Ecco l’oggetto del discorso: i famosi e acclamati carmina burana. Ne parlo anche perché ho avuto occasione di fare parte di un coro con cui abbiamo portato in giro quest’opera. Io la trovo tremendamente pop. Ricordo, a chi non fosse informato, che i carmina burana non sono dei canti medievali, se non per il semplice basamento vagamente melodico. I carmina furono trovati agli inizi del ‘900 in un monastero di monaci tedeschi, il manoscritto fu poi affidate al compositore carl orff. Egli ne tirò fuori un’ottima opera pseudo classica, ma in realtà, nella mia visione dei fatti, non era altro che un antesignano dei più classici brani pop. Difatti i carmina, sono straordinariamente orecchiabili, a differenza di molta musica classica. Credo che dell’originale medievale siano rimasti solo i testi. Non per sputtanarlo, ma a sto punto mi viene da considerare orff un allevi del tempo, un “classico contemporaneo”!

See you soon, Jurg


un album eletttrificante…

17/07/2009

Per rimanere sempre nel magico e affascinante mondo della musica ecco un’altra breve recensione di un album che ultimamente mi ha colpito parecchio. Sia chiaro, ora mica voglio fare di questo blog un inutile e ennesimo sito di recensioni musicali, è solo che ultimamente ho più tempo per stare in compagnia del mio ipod e così posso ascoltare sempre più materiale nuovo. Ecco l’album: canzoni da spiaggia deturpata, ma forse vi potrà dire qualcosa di più il nome del progetto: le luci della centrale elettrica. Perché infatti si tratta di un progetto e non di un gruppo, anche perché sarebbe composto da un persona sola: un giovane cantautore ferrarese di nome vasco brondi. L’album ha creato scalpore soprattutto per il fatto di essere uno dei pochi dischi autoprodotti a vendere in poco tempo più di diecimila copie. È bello, è sincero, è un lamento profondo di una società oramai scaduta, della fatica di vivere ogni giorno, è una lunga e piacevole poesia. Da segnalare in particolare il brano per combattere l’acne, il quale crea un’atmosfera davvero particolare e suggestiva; il brano è stato usato, tra le altre cose, come colonna sonora finale del film (molto bello pur’esso) fuga dal call center ed effettivamente si adatta perfettamente alla veste ironica, ma allo stesso tempo accusatoria della pellicola. Questa è la vera rivelazione dell’anno nel campo musicale, mica quella gente sfigata dei baustelle, i quali hanno trovato la giusta formula pop per poter creare una musica pseudo-alternativa, ma nel fondo banale, con dei testi assurdi nonché alquanto stupidi. Ma c’è chi ha saputo recensire questo gruppo meglio di me. Il mio unico timore è che le luci della centrale elettrica tramonti pressoché qui, vedo quasi impossibile la possibilità di replicare con un altro album che abbia la stessa potenza e intensità di questo, ma come al solito, staremo alla finestra ad assistere…  l’album potete acquistarlo sull’itunes store o direttamente sul myspace del progetto. Non è pubblicità, è solo un consiglio per chi ha voglia di ascoltare della bella musica sensata.
Grazie a christian che mi fece scoprire questo progetto nelle terre desolate delle isole olandesi.

Jurg


un’oasis nel deserto

17/07/2009

Nel panorama della musica commerciale pop non sono mica male, anzi. Non posso nemmeno nascondere che ultimamente li sto ascoltando sempre più, sarà un periodo, o forse ho effettivamente scoperto bene un gruppo che vale la pena ascoltare. Viene definito brit pop, a me ricorda molto un pop molto comune, scusate i giochi di parole; una musica orecchiabile, ma evidentemente non così tanto da essere apprezzata da milioni di fan modi beatles. Gli oasis hanno sviluppato il brit pop, portandolo a un livello superiore, cosa che secondo me i blur non sono stati in grado di fare, si sono concessi più a un genere sperimentale, pur sempre all’interno del mondo del pop. Ed è proprio questa la decennale sfida: oasis vs. blur. Ho fatto un rapido sondaggio/statistica tra gli amici e ne ho dedotto che chi è più vicino a quegli ambienti punk-grunge, preferisce di gran lunga i blur, mentre chi, come me, è più affezionato al rock più classico o alla musica sperimentale, preferisce il gruppo di Manchester.

Jurg

Piesse: per chi fosse interessato, gli oasis suoneranno all’arena civica di milano il 30 agosto, ma ho paura facciano solo pochi pezzi, c’è uno stuolo di altri gruppi minori prima e dopo di loro.


continuiamo a farci del male

04/07/2009

quello che mi chido sempre, o quasi: ma enrico ruggeri come cantante è anche discreto; perchè deve mettersi a fare le trasmissioni più unitili e assurde della storia della tivù italiana? l’altra sera mi sono imbattuto in un pezzo di mistero, il suo nuovo format, che poi così, occhio e croce, sarà stato importato da qualche tivì portoghese di quinta leva. comunque, l’altra sera ruggeri stava intervistando questa donna che si diceva rapita dagli ufo. e lui ù, sapete come fa ruggeri, ci credeva veramente quando le poneva le domande più assurde. stavo quindi pensando di realizzare una trasmissione sui divoratori di kielbasa, si organizzano delle mega gare in studio eppoi io, con il mio bel microfonino, vado a intervistare la gente che si vomita addosso; può funzionare, no?

Jurg