religiolus – vedere per credere

04/10/2009

e vabbè… oggi è la giornata delle recensioni.

stavolta si parla di religiolus, il film che ha alzato tanta polemica negli stati uniti e non da noi. semplicemente perchè non lo hanno fatto uscire nelle sale. è un documentario che mette in luce quanto la religione possa muovere e quanto possa centrare al giorno d’oggi nella vita di tutti noi. e di come riesca a regolare persino i maxi sistemi e le maxi potenze del pianeta.

la causa è portata avanti dal celebre comico bill maher, uno dei migliori stan up comedian della storia e diretta dal regista di borat. ti fa fare un viaggio attraverso le credenze e le sette più disparate, oltre che tutte le religioni in generale. vedi gli ebrei che si sono inventati dei marchingeni più disparati per poter aggirare tutti i divieti che ammorbano i loro sabati, come quello di non poter prendere l’ascensore! vedi il fumatone olandese, che si è fondato la sua piccola religione basata sempre su cristo, ma che predica sostanzialmente la marjuana libera per tutti. poi però passi anche a cosa più serie: vedi il bigottismo dei popoli, di come gli americani suddisti credano più in libro scritto duemila anni fa che alla scienza moderna; vedi il parco a tema religioso, l’holy land experience, in florida, dove ricreano tutte le varie scena della vita di gesù cristo fino alla crocifissione; vedi di come alcuni senatori americani rinneghino la teoria dell’evoluzione per invece dar credito a quella di adamo ed eva. bill maher in tutto questo è sfrontato, come è giusto che sia, come è normale per un americano: fa domande dirette, senza pararsi il culo in alcun modo, anzi cerca in tutti i modi di poter confutare le teorie che alcuni estremisti vogliono far credere, riuscendoci pienamente. si viaggia mezzo mondo, dalla palestina all’america; dall’olanda al vaticano e proprio qui, nel cuore dell’attuale sede cristiano-cattolica, viene cacciato fuori senza nemmeno avere l’occasione di poter intervistare il papa o un cardinale qualsiasi. insomma, il film ti fa capire di come la maggior parte del mondo, in realtà sia schiava di una o dell’altra religione e di come, nonostante le prove scientifiche confutino l’esistenza dei vari messia, la gente continui a viaggiare in quella direzione.

era prevedibile che il film non uscisse nel nostro paese, ma in home video o su internet si trova eccome.

diffondetelo, mandatelo in loop nelle scuole, prestatelo, fate il passa parola, ritrovatevi a casa di amici e guardatelo e, forse è la volta buona, che a qualcuno gli si aprono gli occhi.

Jurg


videocracy – basta apparire

21/09/2009

partiamo dal presupposto che è un film, un documentario, fatto apposta per gli stranieri. per far capire loro come funziona la realtà televisiva italiana. i contenuti per una persona informata nella media sono noti, ma sono comunque messi giù in maniera chiara, pragmatica ed efficace. però credo sia utile vederlo perchè, nel caso qualcuno se ne fosse dimenticato, gli si ricorda che il nostro, difatti, è il paese di pulcinella. un paese dove potere d’apparire (televisivo) e potere politico sono la stessa medesima cosa. un paese che di fatto è cambiato trent’anni fa con l’entrata in campo delle televisioni di silvio berlusconi e della sua piccola (allora) realtà imprenditoriale. recita correttamente il trailer del film: trent’anni fa c’è stata una rivoluzione in italia, un innesco di cui ora stiamo pagando le conseguenze.

personalmente ho apprezato molto il lato “umano” del film. la storia di questo ragazzo bresciano che fa di tutto per inseguire il suo sogno, quello di lavorare in televisione. ti dà un taglio pazzesco, netto, decisivo, di cosa sia in grado di fare la televisione, della sua potenza. è un film che fa a tratti ridere, o sorridere, perchè sennò ci sarebbe da piangere. bestiale sentire le dichiarazioni di corona, di come fino a quel momento non si fosse mai chiesto del perchè la gente lo seguisse. solo dopo la domanda del regista, lui risponde: “eh vedi, non lo so. mi ci fai pensare tu adesso per la prima volta.”. il film inoltre delinea in maniera piuttosto netta questo nuovo personaggio del robin hood del duemila: prende agli altri per dare a sè stesso. corona fa questo da anni e riscuote un successo enorme. bisognerebbe incominciare a porsi dei pali interrogativi.

insomma, il fotofinish del film è di come la realtà italiana tutta ruoti straordinariamente attorno a quella televisiva. di come dei coglioni come briatore, lele mora, corona e perchè no, il nostro stesso presidente del consiglio, in altri paesi non verrebbero presi seriamente manco per sbaglio.

ho apprezzato anche la “poetica” da parte del regista di non chiamare mai berlusconi con il suo nome, ma piuttosto con l’epiteto di Presidente. modi quello di fantozzi.

sicuramente per questo film, la censura dei trailer da parte di rai e mediaset è stata solo una manna dal cielo. ha fatto scalpore e quindi attratto molta più gente del previsto. questo a riconfermare che coloro che pilotano i principali network italiani, siano gente che non sta lì per dei meriti intellettuali. che poi sia la stessa gente che comanda gli stessi network è un dato di fatto.

a presto, Jurg


“madrinaaaaaaaaaaaa…”

08/08/2009

Anni fa, quando feci la cresima (imposizione cattolica dei genitori, ma la polemica spiccia la farò un’altra volta) dovetti, come tutti, scegliere un padrino o una madrina che mi accompagnasse nel mio sentiero spirituale… sa il cazzo. Ora, al battesimo è un po’ difficile aver maturato una precisa coscienza di scelta dal momento che  il 90% dei battezzati lo sono nei primi mesi di vita, ma alla cresima, un ragazzetto di dodici o tredici anni è in grado di operare tali scelte. Quando mia madre cominciò a chiedermi chi avrei scelto come mio tutore, avevo già alcune idee chiare su alcune persone, soprattutto quelle che non avrei mai scelto: i parenti. Poi i finalisti si ridussero a tre: due uomini e una donna. Il primo uomo era (è) un amico di vecchia data dei miei, chi chiama da sempre “amichevolmente” zio. Giustamente mia madre mi disse che forse lui era più amico loro che mio e inoltre non è un grande uomo di chiesa. Restavano quindi un ragazzo e una ragazza; optai per la ragazza perché ai tempi mi illudevo di conoscerla meglio, fu la mia baby sitter, per gli italiani tata, fino a pochi anni prima di quell’evento, mentre il ragazzo, figlio della migliore amica di mia madre, forse non è che lo conoscessi così bene… ecco, come succede spesso sbagliai il target (oltre a quello generale di cresimarmi). Il primo candidato padrino feci bene a non sceglierlo, per due ragioni: primo quella che disse mia madre, secondo perché con gli anni a venire, si è dimostrato un po’ testina di cazzo nei miei confronti. Fu la scelta tra i due finalisti che non azzeccai: col tempo, e soprattutto in questi ultimi anni, ho scoperto di avere molte più cose in comune con il secondo candidato padrino che con la mia attuale madrina. Con lui ci si vede abbastanza spesso e si parla sempre molto piacevolmente, sarà forse anche dato dal fatto che ho dei problemi nel relazionarmi disinvoltamente col gentil sesso. È vero, alcune cose son cambiate, lei ora convive e ha avuto due bambine, ma praticamente si è chiusa sulla sua famiglia, nonostante sia una ragazza giovane e intelligente. Sembra che ora debba orbitare tutto attorno alla sua famigliola (del cazzo). Oltre tutto questo, la ragazza non mi sembra svolga tanto il ruolo canonico di madrina, più in generale non lo svolge proprio. Chessò, manco mi fa gli auguri per il compleanno, non che a questo punto ci tenga. La vedrò due volte l’anno se va bene e la nostra comunicazione si limita alle solita banali e stupide cose: come va? Che fai? Cosa hai intenzione di fare nel futuro? Eh, grazie graziella, ma soprattutto grazie ar cazzo.
Il rammarico in tutto ciò sta nel fatto di essermi giocato una riconoscenza in questo modo, molto probabilmente l’avessi proposto a un’altra persona l’avrebbe apprezzato di più.  All’inizio, quando me ne resi conto, ci rimasi un po’ male, ora fotte la più beneamata sega di una madrina di un culto in cui ho smesso di credere.

Jurg


compagno kakà

26/04/2009

compagno kakà

l’ho sempre detto che in fondo è un bravo ragazzo… compagno kakà!

Jurg


nel caso non vi fosse bastato

13/04/2009

posto che non sappia chi sia nè il copyrighter nè l’art director del piddì (ma sicuramente persone con grossi problemi  a livello intellettivo-sensoriale), vorrei chiedere alla dirigenza un favore: la prossima volta l’ultima frasetta su berlusconi me la scrivereste un po’ più piccola?

Jurg


se non ci fossero bisognerebbe inventarli

08/04/2009

giuro che è tutto vero. mi è stato dato ieri in piazza duomo da un tedesco della bavaria. si commenta da solo.

Jurg


nani, puttane e democrazia

31/03/2009

è difficile credere alle proprie orecchie dopo quello che è successo l’altro giorno alla convention di pdl. berlusconi all’interno del suo discorso ha asserito: per poter venir fuori da questa crisi, occorre dare più poteri al primo ministro, cioè lui.

considerazione numero uno e forse scontata: ma come? non ne aveva già abbastanza e di superflui?

considerazione numero due nonchè la più elaborata: quando ho sentito queste parole mi è subito venuto alla mente un discorso del tutto simile, nella parole, nel luogo, nella presenza e partecipazione delle gente; peccato che questo rimando sia accaduto in un film, di fantascienza per giunta. si tratta del terzo e ultimo episodio della celeberrima saga di Star Wars; siamo al senato e il malvagio ma non ancora scoperto senatore palpatine, chiede più poteri per risollevare la repubblica dallo stato di guerra. la scena termina con enormi applausi e un fulminante commento della regina amidala:

- “ecco come muore la democrazia: sotto scroscianti applausi.”

e poi che altro se non nani, baldracche, ladri e un soffio di libertà che se ne volava via dal palco.

Jurg


gatta ci cova

26/03/2009

com’è che quando parla marco travaglio alla tivì o sulla rete, mi trovo sempre, e dico sempre, in sintonia con lui e lo continuo ad applaudire? qualcosa non torna… è impossibile essere sempre così d’accordo, secondo me è come il giuoco delle tre carte, c’è il truccone sotto. ma come? qual’è il segreto per essere così accattivanti in ogni momento. ed è anche un bell’uomo per giunta. ach…che invidia.

Jurg


diverso da chi???

24/03/2009

arridaje con i titoli di film… è patologico oramai.

dovete sapere che da un po’ di tempo lavoro come montatore e regista per una piccola associazione onlus, un po’ di soldi, un lavoro che mi piace, faccio gavetta e mi diverto. dovete sapere che ho curato un video fatto in una scuola media di milano sul progetto diversità, ovvero i bambini erano richiamati ad esprimere cosa si intendeva per loro il diverso; lo facevano tramite video (con me) e tramite patch-work (orribili!). ora sono in fase di post-produzione del video e sto facendo l’editing, quello che viene fuori dalle dichiarazioni dei bambini e che è a dir poco agghiacciante è che essi non si dicono per nulla contro la diversità, anzi assumono un attengiamento piuttosto liberal, alla “volemose bbene”, belle parole spese nei confronti di chi è diverso da noi…

ecco, queste saranno le stesse persone che tra non più di dieci anni diventeranno dei coglioni reazionari fascisti. non è pregiudizio, è solo una previsione reale dei fatti. sono pronto ad accettar scommesse.

Jurg


castità, adesso è tutto così semplice…

22/03/2009

forse ho aspettato anche troppo tempo a scrivere qualcosa sulle ultime dichiarazione del papa, ma ora è tempo di farlo. quello che ha detto è semplicemente inamissibile, costringere gente alla castità è come chiedere a un cane se per piacere la prossima volta la può fare nel water. cose da 2000 a.c. caro giuseppone (razzingher), hai veramente superato il segno, e non quello della croce, ma quello moralità e dell’etica.

personalmente proporrei un arrocco col dalai lama, ma so già che alle alte sfere potrebbere girare le bocce.

a presto, Jurg