boris – il film

sono un hooligan di boris, ma una mia coscienza critica la voglio conservare.

la prima serie era geniale, qualcosa di davvero nuovo. poi si è un po’ smorzato, rimanendo comunque il miglior prodotto della televisione italiana degli ultimi trent’anni. da che mondo è mondo, inoltre, le trasposizioni televisive in sala non hanno mai funzionato e questa credo rientri abbastanza nella categoria. è un bellissimo film, da vedere, al di sopra della media dei film prodotti in italia, ma manca il guizzo di genio della serie. e passando dal piccolo al grande schermo bisognava aggiungere, non rimanere lì con un prodotto già bello e confezionato. manca pure guzzanti a salvare le chiappe.

ovviamente le mie aspettative erano alte, molto alte e come da programma sono state per lo più tradite. ma per una ragione molto semplice di tempistiche: ogni stagione è composta da circa cinque ore di video, qui invece un’ora e mezza. non si ha il tempo di caretterizzare nessuno dei personaggi, cosa che invece bisognerebbe dedicarci un film ciascuno, ma cosa a sua volta non fattibile. e per questo motivo boris doveva rimanere alla dimensione di piccolo schermo e non fare la migrazione. anche perché il marcio che c’è nel cinema non è stato mica molto ravanato, rispetto a quello che è stato fatto con tre stagioni televisive. le note della positività mi suggeriscono di dire che i cliché degli sceneggiatori e tecnici radical chic che devono fare le cose come vogliono loro e con una buona dose di arroganza, sono davvero molto azzeccati, ma più di lì il film non va.

insomma, alla fine, quelli che riescono meglio a caratterizzare sono i tre sceneggiatori, se non altro, come al solito, imprimono a fondo lo standard dell’italiano cialtrone, che a destra e sinistra, più o meno in basso nella scala sociale, vi è ovunque.

regia un po’ troppo classica dopo l’evoluzione che si era vista con marengo nella terza stagione. tre andate e ritorni a nero nella sala riunioni della magnesia assolutamente inspiegati. una campagna pubblicitaria costruita ad arte (visto quanto potesse essere in precedenza di nicchia il prodotto) e una distribuzione di 01 alle spalle. ma basta vedere chi c’è tra i produttori per spiegarsi molte cose.

però c’è eccome una rete di battute che tiene su il film, quantomeno si va a parlate, oltre che del mondo del cinema e della televisione, anche della vita reale, basta vedere alcuni scambi di battute o il personaggio “comico” di martellone per capire l’autenticità. e questo è lo zoccolo duro che si conserva dalle stagioni precedenti e che fa forte questo film.

Jurg

Una risposta a boris – il film

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