Colpi di testa

08/17/2011

Cosa non si fa per entrare nei preferiti delle genti.

Jurg

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mamma, mamma, me la compri?

04/29/2011

facciamo che ridò indietro tutti i giochi di legno (edicuinonmenefregavauncazzo) e tu me la compri? no, non è mica pericolosa.

per avere il mio iban, scrivetemi in privato.

Jurg


adattami ‘sta ceppa!

04/29/2011

è la prima volta che sento tradotto e poi doppiato in italiano correttamente radio shack. di solito viene trasposto come negozio di radio.

è accaduto ieri sera nel film thor. ecco, poi non so in sala quanti sapessero cosa fosse radio shack. sono sconvolto.

Jurg


boris – il film

04/04/2011

sono un hooligan di boris, ma una mia coscienza critica la voglio conservare.

la prima serie era geniale, qualcosa di davvero nuovo. poi si è un po’ smorzato, rimanendo comunque il miglior prodotto della televisione italiana degli ultimi trent’anni. da che mondo è mondo, inoltre, le trasposizioni televisive in sala non hanno mai funzionato e questa credo rientri abbastanza nella categoria. è un bellissimo film, da vedere, al di sopra della media dei film prodotti in italia, ma manca il guizzo di genio della serie. e passando dal piccolo al grande schermo bisognava aggiungere, non rimanere lì con un prodotto già bello e confezionato. manca pure guzzanti a salvare le chiappe.

ovviamente le mie aspettative erano alte, molto alte e come da programma sono state per lo più tradite. ma per una ragione molto semplice di tempistiche: ogni stagione è composta da circa cinque ore di video, qui invece un’ora e mezza. non si ha il tempo di caretterizzare nessuno dei personaggi, cosa che invece bisognerebbe dedicarci un film ciascuno, ma cosa a sua volta non fattibile. e per questo motivo boris doveva rimanere alla dimensione di piccolo schermo e non fare la migrazione. anche perché il marcio che c’è nel cinema non è stato mica molto ravanato, rispetto a quello che è stato fatto con tre stagioni televisive. le note della positività mi suggeriscono di dire che i cliché degli sceneggiatori e tecnici radical chic che devono fare le cose come vogliono loro e con una buona dose di arroganza, sono davvero molto azzeccati, ma più di lì il film non va.

insomma, alla fine, quelli che riescono meglio a caratterizzare sono i tre sceneggiatori, se non altro, come al solito, imprimono a fondo lo standard dell’italiano cialtrone, che a destra e sinistra, più o meno in basso nella scala sociale, vi è ovunque.

regia un po’ troppo classica dopo l’evoluzione che si era vista con marengo nella terza stagione. tre andate e ritorni a nero nella sala riunioni della magnesia assolutamente inspiegati. una campagna pubblicitaria costruita ad arte (visto quanto potesse essere in precedenza di nicchia il prodotto) e una distribuzione di 01 alle spalle. ma basta vedere chi c’è tra i produttori per spiegarsi molte cose.

però c’è eccome una rete di battute che tiene su il film, quantomeno si va a parlate, oltre che del mondo del cinema e della televisione, anche della vita reale, basta vedere alcuni scambi di battute o il personaggio “comico” di martellone per capire l’autenticità. e questo è lo zoccolo duro che si conserva dalle stagioni precedenti e che fa forte questo film.

Jurg


never let me go

04/04/2011

premessa: questo post è stato fatto al fine di stroncare cotanta opera della cinematografia. è un post dedito alla stroncatura fine a se stessa. come il film.

partiamo dal titolo per elencare le cose che non funzionano in questo film. in inglese fa sempre il suo bell’effetto, in italiano, non lasciarmi, fa solo venire un’orchite prematura rispetto a quella che verrà una volta finita la pellicola.

perché mi ha fatto letteralmente cagare questo film? per una serie spropositata di motivi. partiamo da quello principale: la storia. la storia e l’angoscia concatenate tra loro. un film (e forse prima di lui anche il libro) fatto apposta per angosciare il pubblico. angosciare e nulla di più. ditela come volete, che quel film vi è rimasto in testa per giorni, che vi serviva una bombola di ossigeno una volta usciti, o tutte le metafore che preferite. fatto sta che io non ho trovato uno scopo più in là di questo film, a parte l’angosciare in oltre misura.

lo so che come per cappuccetto rosso o hensel&gretel uno non dovrebbe chiedersi il tempo in cui sono ambientati, qui allo stesso modo uno non dovrebbe chiedersi perché questi non si ribellano e scappano, però è l’unica domanda che mi è rimasta in testa per tutto il tempo del film. non riesco a capirlo. voglio dire, se vogliamo dare l’impressione di schiavitù allora thx 1138, opera prima del sommo lucas, rende molto meglio l’idea. o 1948. o il mondo nuovo.

come non riesco a capire l’esigenza artistica prima dello scrittore e poi del regista di mettere in scena una storia del genere. perché? cosa cazzo mi vuole dire? e poi bravissimo alex garland, meglio conosciuto per aver scritto the beach, a tirar fuori di tanto in tanto i suoi aforismi che fanno tanto colpo su qualsiasi generazione. un film fatto apposta per rimanere al di sopra delle righe e che vuole collocarsi proprio in quel punto e proprio per quel pubblico. io non ci sto.

in fin dei conti questa pellicola non è nient’altro che un ozpetek rivisitato, e fatto meglio, per carità. ma continuo a non capire come mai oltre ad angosciare, questo film piaccia. un controesempio di un film angosciante che mi è rimasto impresso? trainspotting. ma lì c’è anche il grottesco, non solo l’angoscia fine a se stessa.

grazie a ishiguro&romanek per averci provato.

Jurg


i’m watching you

03/08/2011

quest’anno non mi sto perdendo una puntata del grande fratello.

so tutto, chi sono i concorrenti, cosa fanno nella vita, come sono divise le fazioni all’interno della casa, so che passano ogni due per tre ‘sti cazzo di aerei (che ci dev’essere oramai un pilota che fa quello di lavoro), ascolto persino quello che dice signorini, sento i continui luoghi comuni che vengono messi in piazza e il qualunquismo che trionfa sotto scroscianti applausi. so che quella là, ci ha una figlia che non vede da sei mesi e che il padre della figlia ora aspetta una bamino da un’altra. so che ci è dentro la figlia di zanatta (pace all’onore suo) e quel figlio del camorrista.

quello che non so è come un format oramai finito nella maggior parte dei paesi in cui era stato esportato, faccia ancora parlare di sé arrivato all’undicesima e logorata edizione.

Jurg

piesse: il fatto che lo guardi con il commento della gialappa’s può essere un’attenuante?

pippiesse: 02 55035945 – questo è il numero di psichiatria del policlinico, nel caso voleste farmi fare qualche accertamento.


pago, pretendo

03/08/2011

non ho mai fatto il cameriere in un locale, né tanto meno ne ho gestito uno, però quella che dovrebbe essere la regola d’oro di un buon commerciante è che il cliente ha sempre ragione, no?

ecco se volete sfatare di granlunga questo mito ed essere trattati peggio che al peggior fast food di tunisi, potete benissimo recarvi al brick oven di via marsala a milano. non si accettano prenotazioni. eh no perché è da barboni, però se ti rechi sul posto, ti siedi e mangi, lo devi fare tutto di fretta. sì, perché dal gestore ai camerieri, stanno tutti lì, dietro le spalle, a farti il tifo, manco fosse la volata finale del mortirolo. ora, se non accetti prenotazioni, sono dei gran cazzacci tuoi, ma mettere fretta al cliente dovrebbe essere l’ultima cosa da fare in enne da non fare in un ristorante.

la pizza però è buona, è solo questione di servizio.

Jurg

piesse: grazie però a fra che ci ha offerto la cena.


chiamiamoli parallelismi

02/22/2011

“…almeno sii la prostitua italiana dell’anno.”

[House 7x11 - Family Practice]

Jurg


c.v.d.

02/22/2011

sanremo io lo guardo. sì, perché è uno dei pochi confronti diretti che posso avere con la reale popolazione italiana media. è un’occasione veramente ghiotta per capire davvero cosa significhi musica e cultutra per loro. o cosa non significhi.

una formazione come quella di quest’anno è stata molto pompata dalla stampa e lei stessa ha saputo pomparla: un cantante beniamino degli italiani, assolto da qualsiasi peccato e diventato famoso nel mondo giovanile perché pare sia coprofago; la fidanzata di clooney che tutti si chiedono come lui possa stare con lei; la fidanzata del bandito duepuntozero, il nuovo robin hood come lui ama definirsi; due “spalle” che siccome conducono le iene paiono brillanti. ed effettivamente, al confronto del resto del cast del festival, lo erano.

tuttosommato è stato un festival discreto, certo, visti i cachet che prendono, qualche prova in più la potevano anche fare, dati i buchi, per non dire voragini, che vi erano in ogni puntata; un gobbo letto troppo e male, un cantante che forse in fin dei conti non sa fare un granché il presentatore, una valletta che siccome sta a hollywood ora l’inglese lo parla solo lei, abbozzi vaghi di satira cercando di dare un colpo al cerchio e uno alla botte e la prima fila composta dai capoccia rai che rideva come si ride quando si ha una tagliola negli ammennicoli.

ecco, almeno ci hanno tentato. sono usciti un po’ di più dalla linearità degli scorsi festival, variando un minimo anche i concorrenti (albano però sempre presente eh! ‘tacci sua!). non voglio poi entrare nel merito se quella fatta da bizzarri e kessisoglu sia satira o meno. da come la vedo io no. è solo comicità con alcuni accenti satirici qua e là, però non trovo giustificato il fatto, da parte della stampa, di alzare il solito polverone attorno, solo perché si tratta del festival di sanremo. già più nelle corde giuste, invece, il “libero” sfogo dell’ultima puntata a proposito del bipartisan, che sì, oggettivamente ha un po’ rotto i coglioni a tutti.

non capisco quelli che hanno criticato de niro “perché troppo antipatico”. ah, perché quando voi firmate un contratto di lavoro c’è la clausola dell’essere simpatici? giustamente egli, essendo intervistato da due trogloditi, ha cercato di non schifare la bassezza delle domande e andare avanti. che poi, quando ho visto quella scena, mi è venuto in mente il solito mito per l’america che hanno gli italiani. de niro veniva esattamente trattato come lo erano i primi migranti italiani che fecero fortuna nelle americhe e tornarono indietro.

di benigni non ne voglio nemmeno parlare. la noia. il nulla. il niente. il vuoto. ora aspetto solo di vederlo comparire a qualche adunata di grillo.

lillo e greg con pezzali probabilmente hanno fatto il featuring più originale dacché esista il festival, e giustamente sono stati  buttati fuori la sera stessa. d’altronde la loro è comicità difficile. eh sì.

insomma, tutto secondo i piani. come volevasi dimostrare.

Jurg


eclissi

02/22/2011

porcaputanghera! è passato molto più di un mese dall’ultima scemenza che è comparsa qui sopra. evidentemente il blogger non lo so fare: ci vuole più costanza, attenzione grafica, pubblicità etc etc…

riassumiamo cosa è successo in tutto questo tempo:

◊ il mondo esiste ancora.

◊ berlusconi forse sarà processato il sei di aprile. spero quindi di festeggiare un buon compleanno.

◊ si è tenuto anche quest’anno il festival di sanremo. e no, non sono morti tutti.

◊ quasi tutto il nord-africa si sta ribellando ai propri capi di governo, ma loro dopotutto non sono delle cialtre.

◊ sta per uscire nelle sale amici miei quattro per la regia di neri parenti e a me la cosa disgusta assai.

◊ sul tubo è partito un viral assurdo di una vecchia che ti insegna i trucchi sgamo e parla come i giovani.

◊ hanno tolto l’orribile albero marchiato tiffany in piazza duomo.

◊ jerry calà è ancora vivo.

è tutto. il resto non è importante.

Jurg

 


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